DIA: la Cassazione chiarisce l’applicabilità delle sanzioni amministrative e penali

07/10/2010 | Opere edili

   
Il testo Unico dell’Edilizia, all’art. 22, individua gli interventi edilizi subordinati a Denuncia di Inizio Attività.
I commi 1 e 2 del suddetto articolo, in particolare, individuano gli interventi realizzabili con DIA, mentre il successivo comma 3 definisce gli interventi che possono essere realizzati con DIA in alternativa al permesso di costruire.
Il successivo Capo II disciplina le sanzioni per l’esecuzione di interventi edilizi in assenza o in difformità dai titoli abilitativi prevedendo sanzioni amministrative e penali (art. 44).
La Corte di Cassazione, con la sentenza 08/09/2010, n. 32974, ha chiarito i limiti per l’applicabilità delle sanzioni penali per l’esecuzione, in assenza o difformità dai titoli abilitativi, di interventi eseguibili con DIA.
Quando la DIA si pone come titolo abilitativo esclusivo (non alternativo, cioè, al permesso di costruire), la mancanza della denunzia di inizio dell'attività o la difformità delle opere eseguite rispetto alla DIA presentata non comportano l'applicazione delle sanzioni penali ma soltanto di quelle amministrative.
Quando invece la DIA si pone come alternativa al Permesso di Costruire, l'assenza della Denuncia di Inizio dell'Attività (e naturalmente del Permesso di Costruire)  o la difformità totale delle opere eseguite rispetto alla DIA presentata integrano il reato penale previsto dall’art. 44 comma 1, lettera b).  Per la difformità parziale non trova comunque applicazione la sanzione penale.
La Cassazione ha inoltre chiarito che è sanzionabile penalmente, ai sensi dell'art. 44 comma 1, lettera a), del D.P.R. 380/2001, l'esecuzione di interventi difformi da quanto stabilito da strumenti urbanistici e regolamenti edilizi, anche se preceduta da DIA.

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