Nanotecnologie e nanomateriali: speranze per il futuro, ma anche potenziali rischi per la salute. Da INAIL il “Libro Bianco”

28/04/2011 | Sicurezza

   
La nanotecnologia
La nanotecnologia è un ramo della scienza applicata che si occupa del controllo della materia su scala dimensionale inferiore al micrometro (in genere tra 1 e 100 nanometri) e della progettazione e realizzazione di dispositivi in tale scala.

Può essere intesa sia come un’estensione delle scienze esistenti alla scala nanometrica, che come un loro riadattamento. I nanomateriali permettono di creare condizioni artificiali estreme in termini di purezza, freddo, vuoto, nelle quali la materia rivela proprietà sorprendenti; essi possono essere creati con due approcci:
  • approccio bottom-up (dal basso verso l’alto): materiali e i dispositivi sono realizzati mettendo assieme atomo dopo atomo o molecola dopo molecola. Viene sfruttata la capacità che hanno certi atomi o molecole di auto-assemblarsi in ragione della loro natura e di quella del substrato (chimica supramolecolare);
  • approccio top-down (dall’alto verso il basso): porta alla creazione di strutture molto piccole partendo da pezzi più grandi, per esempio mediante etching (rimozione di materiali per via chimica) per creare circuiti sulla superficie di un microchip di silicio.

 

 



Lo sviluppo dei nanomateriali e delle nanotecnologie non solo apre nuove vie alla crescita e all’evoluzione del settore hi-tech, ma promette anche di migliorare la qualità di prodotti cosmetici, medicinali, alimentari e automobilistici. Basti pensare alle loro applicazioni nelle automobili:

  • i parabrezza possono diventare resistenti ai graffi grazie a rivestimenti a base di nanoparticelle molto dure prodotti con tecniche sol/gel; il vetro rimane totalmente trasparente in quanto le nanoparticelle sono così piccole che non disperdono la luce;
  • la vernice delle automobili potrebbe avere una struttura a petalo di loto che fa scorrere via lo sporco, oppure essere progettata come una cella solare; la corrente generata potrebbe servire a ricaricare la batteria quando il veicolo è parcheggiato o mantenere fresco l’abitacolo con l’aiuto di una pompa di calore;
  • i parabrezza con rivestimenti a nanoparticelle potrebbero anche servire alla climatizzazione dell’abitacolo, riflettendo la luce e il calore mediante un controllo elettronico.
Tali tecnologie potrebbero essere applicate anche in edilizia, consentendo di risparmiare grandi quantità di energia.

Rischio per la salute?
Secondo alcune stime entro il 2014 saranno 10 milioni i lavoratori coinvolti nel settore delle nanotecnologie a diretto contatto con i nanomateriali. I nanomateriali permettono applicazioni nuove e creano nuove speranze, ma, proprio a causa delle loro dimensioni, possono oltrepassare facilmente le barriere fisiologie. Quali sono i costi da pagare in termini di salute? Esistono pericoli concreti?
Per cercare di rispondere a tutti questi quesiti, l’INAIL ex-Ispels ha pubblicato il “Libro Bianco” dedicato ai pericoli delle nanotecnologie.
E’ necessario, secondo l’INAIL, avere al più presto un quadro chiaro del problema. Nessun allarme, solo una verifica di “sviluppo sostenibile”. Servirà, oltre che per valutare i pericoli, per trovarsi pronti con adeguati sistemi di prevenzione quando sarà necessario.
Il Libro Bianco è così strutturato:
  • Definizioni dei nanomateriali
  • Prospettive nei settori produttivi in Italia
  • Mappature e necessità della ricerca
  • Protocolli di acquisizione delle informazioni e metodi di caratterizzazione dell’esposizione a nanomateriali
  • Effetti sulla salute dei nanomateriali ingegnerizzati
  • Valutazione e gestione del rischio
  • Prospettive di policy e strategie di comunicazione

Clicca qui per scaricare il Libro Bianco
 


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