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Praticus-SCIA - Gestione Pratiche SCIA

Gestione Pratiche SCIA

Semplice, veloce, pratico.

In pochi click tutta la documentazione,

dall’Asseverazione al Certificato di Collaudo.

 

Caratteristiche del software

 

 

L'introduzione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), se da un lato semplifica le procedure e accelera i tempi, dall'altro comporta un notevole aumento delle responsabilità del tecnico progettista, tenuto a seguire l'iter della pratica e ad asseverare che gli interventi indicati nella denuncia delle opere da realizzare non siano in contrasto con leggi e regolamenti edilizi, strumenti urbanistici adottati o approvati, norme di sicurezza e igienico-sanitarie.

 

Praticus-SCIA è il software ACCA per la gestione delle pratiche SCIA e DIA, che consente al tecnico di:

  • individuare con estrema facilità le attività che possono essere eseguite con la SCIA o con la DIA;
  • compilare in modo automatico la documentazione necessaria all’allestimento della pratica;
  • gestire la procedura, con avviso delle scadenze e degli eventuali adempimenti da intraprendere.

 

Nella gestione di ogni singola pratica, Praticus-SCIA guida il tecnico alla scelta del tipo d’intervento da realizzare (Opere di manutenzione ordinaria, restauro e risanamento conservativo, opere di demolizione di barriere architettoniche, ecc.) in modo da fornire subito il quadro normativo di riferimento per la corretta applicazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

 

 

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Con l’inserimento guidato dei dati generali del progetto (i dati del committente, del progettista, del direttore dei lavori, dell'impresa esecutrice dei lavori, il tipo d’intervento, l’ubicazione dell’immobile e le date di scadenza o di approvazione), il software raccoglie i dati utili alla compilazione automatica di tutta la documentazione necessaria:

  • l’elenco degli elaborati progettuali;
  • la relazione tecnica di asseverazione delle opere;
  • la dichiarazione di veridicità degli elaborati presentati;
  • l’autocertificazione sanitaria;
  • il Documento Unico di Regolarità Contributiva.

 

E' sempre prevista la possibilità di personalizzare le stampe e creare con procedura guidata ulteriori documenti da produrre per soddisfare eventuali particolari richieste della Pubblica Amministrazione.

 

 

 

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Una volta eseguiti i lavori previsti nella SCIA, Praticus-SCIA consente la chiusura del procedimento, così come previsto per legge, attraverso la comunicazione della scadenza dei tempi utili alla realizzazione delle opere e la compilazione automatica della Dichiarazione di ultimazione dei lavori e del Certificato di collaudo delle opere.

 

Oltre alla compilazione automatica di tutta la documentazione relativa alla SCIA, Praticus-SCIA è un valido gestionale della pratica per avere un controllo sui tempi di redazione, sulle scadenze, sulle eventuali richieste d’integrazione.

Scheda dell'adempimento

 

La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è una dichiarazione che consente di iniziare, modificare o trasformare un’attività economica ed edilizia senza dover attendere verifiche, controlli preliminari o autorizzazioni da parte degli enti competenti.


La SCIA, introdotta dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122 (di conversione al Decreto Legge 13 maggio 2010, n. 78), si applica a tutti gli interventi edilizi già soggetti a D.I.A..
Non si applica invece agli interventi edilizi soggetti a permesso di costruire e per i quali è consentito, in via alternativa, fare ricorso alla cosiddetta Super-D.I.A..


La Legge 12 luglio 2011, n 106, di conversione al Decreto Legge 13 maggio 2011 n. 70, con un’ulteriore disposizione di carattere “interpretativo”, ha confermato:

  • che la S.C.I.A. sostituisce la D.I.A. per tutti gli interventi edilizi di cui all’art. 22, c. 1 e c. 2, del T.U. D.P.R. 380/2001;
  • che troverà, al contrario, ancora applicazione la super-D.I.A. laddove la stessa sia, in base alla normativa statale o regionale, alternativa o sostitutiva rispetto al permesso di costruire (ad esempio per gli interventi di cui all’art. 22, c.3, T.U. D.P.R. 380/2001 o a quelli previsti dalle leggi regionali);
  • che, comunque, le Regioni con propria legge possono ampliare l’ambito delle fattispecie per le quali si può ricorrere alla D.I.A. in via alternativa o sostitutiva al permesso di costruire (fattispecie alle quali, pertanto, non si applicherà la nuova disciplina in materia di S.C.I.A.);
  • che nei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, la S.C.I.A. non sostituisce gli atti di autorizzazione o nulla osta, comunque denominati, delle amministrazioni preposte alla tutela dell'ambiente e del patrimonio culturale.
     

 

Ambiti di applicazione

 

A) ambito ex art. 22, c.1, T.U. D.P.R. 380/2001
Il ricorso alla S.C.I.A. è, innanzitutto, previsto per TUTTI gli interventi che:

  • non siano riconducibili all'elenco di cui all'art. 10 T.U. D.P.R. 380/2001 ossia a quegli interventi soggetti al permesso di costruire (interventi di nuova costruzione, di ristrutturazione urbanistica e di ristrutturazione edilizia che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici o, limitatamente alle zone A, mutamento di destinazione d'uso);
  • che non siano riconducibili all'elenco di cui all'art. 6 T.U. D.P.R. 380/2001 (nel nuovo testo così come riscritto dalla L. 73/2010 di conversione del D.L. 40/2010) ossia agli interventi ad attività "libera" per i quali non è prescritto nessun titolo abilitativo nonché agli interventi ad attività “libera” per i quali è peraltro richiesta la previa comunicazione inizio lavori;
  • che siano conformi alle previsioni degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente.

Pertanto saranno soggetti a S.C.I.A, a titolo esemplificativo, i seguenti interventi:

  • gli interventi di restauro e risanamento conservativo;
  • i mutamenti di destinazione d’uso “funzionale”;
  • gli interventi di manutenzione straordinaria che riguardino parti strutturali dell’edificio (e come tali non rientranti nell’ambito di applicazione dell’art. 6, c.2, del T.U. D.P.R. 380/2001 relativo all’attività edilizia libera previa comunicazione inizio lavori);
  • i singoli interventi “strutturali” non costituenti un “insieme sistematico di opere” e quindi non qualificabili come “ristrutturazione edilizia”, quali ad esempio:
    - il frazionamento di quella che in progetto approvato era un’unica unità in due o più distinte unità (con l’esecuzione di opere minime, esclusivamente “interne”, per ottenere la fisica separazione delle unità);
    - l’accorpamento di quelle che in progetto approvato erano due o più unità in un’unica unità (con l’esecuzione di opere minime, esclusivamente “interne”, per ottenere la fusione fra le unità)
    - l’ampliamento di fabbricati all’interno della sagoma esistente che non determini volumi funzionalmente autonomi
    - semplici modifiche prospettiche (ad esempio apertura o chiusura di una o più finestre, di una o più porte).

 

B) ambito ex art. 22, c.2, T.U. D.P.R. 380/2001
Il ricorso alla S.C.I.A. è, inoltre, previsto per le varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d'uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell’edificio e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire.

 

 

C) ambito ex art. 137 T.U. D.P.R. 380/2001
Sono pure soggetti a S.C.I.A. (giusta quanto disposto dall'art. 9, c.1 e c.2, L. 24 marzo 1989, n. 122 così come modificato dall'art. 137 T.U. D.P.R. 380/2001 i seguenti interventi:

  • realizzazione di parcheggi al piano terra o nel sottosuolo di fabbricati anche in deroga ai vigenti strumenti urbanistici
  • realizzazione di parcheggi ad uso esclusivo dei residenti nel sottosuolo di aree pertinenziali esterne al fabbricato purché non in contrasto con i piani urbani del traffico

È comunque riconosciuta la facoltà dell’interessato di chiedere il rilascio del permesso di costruire (senza obbligo del pagamento dl contributo concessorio) per la realizzazione degli interventi di cui all'art. 22 c.1 e c.2 o dell’art. 137 T.U. (D.P.R. 380/2001), per i quali è prevista la presentazione della S.C.I.A.

In questo caso la violazione della disciplina urbanistico-edilizia non comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 44 T.U. D.P.R. 380/2001 (ossia delle sanzioni penali) (in questo senso l’art. 22, c.7, T.U. D.P.R. 380/2001).

 

 

Sanzioni

Quali sanzioni troveranno applicazione nel caso di interventi edilizi eseguiti in assenza ovvero in difformità dalla S.C.I.A. presentata?
La disciplina applicabile al riguardo è quella dettata per gli interventi eseguiti in assenza o in difformità dalla D.I.A. dall’art. 37 T.U. D.P.R. 380/2001, e ciò in forza del rinvio alle norme sull’attività di vigilanza urbanistico edilizia, sulle responsabilità e sulle sanzioni dettate dal T.U. D.P.R. 380/2001 suddetto operato dall’art. 19, c.6bis, L. 241/1990 (così come introdotto dall’art. 5, c.2, lett.b, D.L. 70/2001).
Ne consegue che:

  • la realizzazione di interventi edilizi rientranti nell’ambito di applicazione della S.C.I.A. in assenza della o in difformità dalla S.C.I.A. comporterà la sanzione pecuniaria pari al doppio dell'aumento del valore venale dell'immobile conseguente alla realizzazione degli interventi stessi e comunque in misura non inferiore a €. 516,00;
  • quando le opere realizzate in assenza di S.C.I.A. consistono in interventi di restauro e di risanamento conservativo, eseguiti su immobili comunque vincolati in base a leggi statali e regionali, nonché dalle altre norme urbanistiche vigenti, l'autorità competente a vigilare sull'osservanza del vincolo, salva l'applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme vigenti, potrà ordinare la restituzione in pristino a cura e spese del responsabile ed irrogherà una sanzione pecuniaria da €. 516,00 ad €. 10.329,00;
  • qualora gli interventi di restauro e di risanamento conservativo, sono eseguiti su immobili, anche non vincolati, compresi nei centri storici (zone classificate “A” dagli strumenti urbanistici) il dirigente o il responsabile dell'ufficio richiederà al Ministero per i beni e le attività culturali apposito parere vincolante circa la restituzione in pristino o la irrogazione della sanzione pecuniaria pari al doppio dell'aumento del valore venale dell'immobile conseguente alla realizzazione degli interventi stessi e comunque in misura non inferiore a €. 516,00. Se il parere non verrà reso entro sessanta giorni dalla richiesta, il dirigente o il responsabile dell'ufficio provvederà autonomamente.
Anche per gli interventi in assenza o in difformità della S.C.I.A. si potrà ottenere la sanatoria; pertanto:
  • ove l'intervento realizzato risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dell'intervento, sia al momento della presentazione della domanda, il responsabile dell'abuso o il proprietario dell'immobile potranno ottenere la sanatoria dell'intervento versando la somma, non superiore a €. 5.164,00 e non inferiore ad €. 516,00 euro, stabilita dal responsabile del procedimento in relazione all'aumento di valore dell'immobile valutato dall'Agenzia del territorio.
  • la presentazione spontanea della S.C.I.A., effettuata quando l'intervento è in corso di  esecuzione, comporterà il pagamento, a titolo di sanzione, della somma di €. 516,00 (ferma restando la possibilità per il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti, di adottare, entro i successivi 30 giorni, motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa)

La mancata presentazione della S.C.I.A. non comporta l'applicazione di sanzioni penali.

 

 

Procedura

 

La Segnalazione Certificata di Inizio Attività può essere presentata contestualmente all'inizio dei lavori. Il comune può chiedere all'impresa un'ulteriore dichiarazione contestuale all'avvio dei lavori, cui corrisponde un sopralluogo di un funzionario comunale a ciò deputato, che constata l'effettivo inizio dell'attività.

La denuncia va necessariamente corredata da apposita relazione del progettista dei lavori, la quale deve asseverare (e per questo il progettista assume la condizione funzionale di esercente servizio di pubblica necessità) la conformità delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici adottati o approvati, ai regolamenti edilizi, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e igienico-sanitarie. Gli uffici del comune e dell'A.S.L., secondo le rispettive competenze, verificano la conformità del progetto alla normativa vigente (compresa la regolamentazione urbanistica comunale).


La Segnalazione Certificata di Inizio Attività può essere presentata dagli aventi titolo contestualmente all'effettivo inizio dei lavori.


Alla denuncia vanno allegati:

  • Titolo di proprietà.
  • Relazione dettagliata, firmata da un tecnico abilitato, che asseveri la conformità delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico sanitarie. 
  • Elaborati progettuali grafici e descrittivi.
  • Elenco della documentazione triplice copia, una delle quali verrà re-stituita all'interessato munita del timbro recante il numero di protocollo e la data di presentazione. Tale copia deve essere conservata in cantiere quale titolo abilitante l'effettuazione dei lavori.

 

Il termine di validità della Segnalazione Certificata di Inizio Attività è di 3 (tre) anni, come pure l'obbligo di comunicazione di fine lavori. Il progettista abilitato deve emettere un certificato di collaudo finale che attesti la conformità dell'opera al progetto presentato.

 

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