Il Consiglio dei Ministri ha approvato uno dei Regolamenti di attuazione del D.Lgs. 192/2005: il punto della situazione

12/03/2009 | Prestazione energetica

   


Dopo più di quindici anni di relativa stabilità della normativa concernente il risparmio energetico in edilizia, il quadro normativo di riferimento è stato modificato, in maniera significativa, con l’emanazione del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192.
Con tale provvedimento il Governo ha dato attuazione alla direttiva comunitaria n. 2002/91/CE, il cui obiettivo era quello di promuovere il miglioramento del rendimento energetico degli edifici, inteso come il contenimento dell’energia connessa all’utilizzo dell’edificio (riscaldamento, produzione acqua calda sanitaria, climatizzazione estiva, etc. ).
Il D.Lgs. 192/2005 rimandava a decreti attuativi la definizione dei criteri generali, della metodologia di calcolo e dei requisiti minimi per il contenimento dei consumi di energia, la cui emanazione era prevista entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto.
Entro 180 giorni, inoltre, era prevista l’emanazione delle “Linee Guida Nazionali per la Certificazione Energetica” sotto forma di Decreto Interministeriale.
Tutte le scadenze suddette non sono state naturalmente rispettate e, a tutt’oggi, continuano a valere le norme transitorie definite dall’allegato I al D.Lgs. 192/2005.
Nel corso del tempo le norme transitorie hanno subito alcune modifiche; dapprima dal D.Lgs. 311/2006, che ha aggiornato il D.lgs. 192/2005, e, più recentemente, dal D.Lgs. 115/2008, che ha previsto l’utilizzo delle Norme UNI TS 11300 e l’obbligo di certificazione dei software commerciali.

Il Consiglio dei Ministri del 6 marzo scorso ha approvato lo schema di uno dei decreti attuativi previsti originariamente dal D.Lgs. 192, il D.P.R. recante “ATTUAZIONE DELL’ARTICOLO 4, COMMA 1, LETTERE A) E B), DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 AGOSTO 2005, N. 192, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI, CONCERNENTE ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2002/91/CE SUL RENDIMENTO ENERGETICO IN EDILIZIA.”

Tale provvedimento, per completare il quadro delineato dal D.Lgs. 192/2005, dovrà essere seguito da almeno altri due regolamenti: un provvedimento inerente i requisiti e l’accreditamento dei certificatori, previsto dall’art. 4 comma 1 lett. c), e un decreto interministeriale recante le “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”, previsto dall’art. 6 comma 9.

Occorre comunque precisare che, ai sensi dell’art. 17 del più volte citato D.Lgs. 192/2005, le disposizioni della normativa nazionale si applicano nelle regioni che non hanno regolamentato la materia con propri provvedimenti.

Di seguito illustriamo, in sintesi, i contenuti del provvedimento approvato dall’esecutivo.

Il testo varato dal Consiglio dei Ministri, ma non ancora in vigore, conferma, in linea generale, le disposizioni contenute nel D.Lgs. 115/2008 e nell’allegato I del decreto legislativo 192/2005.

Il suddetto provvedimento ribadisce (art. 3) l'adozione delle norme tecniche nazionali della serie UNI/TS 11300 oggi disponibili, cioè:
  1. UNI/TS 11300 – 1 Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 1: Determinazione del fabbisogno di energia termica dell’edificio per la climatizzazione estiva ed invernale;
  2. UNI/TS 11300 – 2 Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 2: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria.
All’articolo 4 il testo approvato fissa i requisiti minimi della prestazione energetica degli impianti e degli edifici nuovi ed esistenti, confermando quelli già stabiliti all’allegato I del decreto legislativo 192/2005, con l’aggiunta di alcune ulteriori disposizioni, tra le quali spicca l’introduzione di un valore massimo ammissibile della prestazione energetica per il raffrescamento estivo dell’involucro edilizio (Epe,inv).

L'Epe.inv, per le nuove costruzioni e ristrutturazioni di edifici residenziali deve risultare inferiore ai seguenti limiti:
  1. 40 kWh/m2 anno nelle zone climatiche A e B;
  2. 30 kWh/m2 anno nelle zone climatiche C, D, E, e F;
Per tutti gli altri edifici ai seguenti valori:
  1. 14 kWh/m3 anno nelle zone climatiche A e B;
  2. 10 kWh/m3 anno nelle zone climatiche C, D, E, e F.
Il regolamento, inoltre:
  • vieta le trasformazioni di impianti centralizzati in impianti autonomi negli edifici esistenti con un numero di unità abitative superiore a 4, e in ogni caso per potenze nominali del generatore di calore dell’impianto centralizzato maggiore o uguale a 100 kW, appartenenti alle categorie E1 ed E2 e introduce disposizioni per un graduale passaggio alla contabilizzazione del calore in presenza di impianti di riscaldamento condominiali.
  • Introduce requisiti specifici minimi (rendimento energetico, emissione del generatore e isolamento dell’involucro edilizio) per nuove costruzioni o ristrutturazioni di edifici dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili
  • impone una valutazione di utilizzo, in presenza di ristrutturazioni di edifici esistenti, di sistemi schermanti o filtrantiper le superfici vetrate ai fini di contenere l’oscillazione termica estiva negli ambienti.
  • prevede requisiti più restrittivi, nel caso di nuove costruzioni o ristrutturazioni di immobili pubblici o ad uso pubblico.
All’articolo 7, infine, sono confermate le disposizioni del D.Lgs. 115/2008 che hanno introdotto la certificazione dell’attendibilità dei risultati dei software alle metodologie di calcolo definita dalle norme UNI TS 11300, attraverso una verifica e dichiarazione resa dal Comitato termotecnico italiano (CTI) o dall’Ente nazionale italiano di unificazione (UNI)”.

A tal proposito si fa presente che la versione 14 di TerMus, la soluzione ACCA per la verifica delle dispersioni termiche, è stato trasmesso al CTI per la certificazione.

Fino al rilascio della certificazione da parte del CTI la conformità del software è garantita attraverso l’autodichiarazione redatta dal produttore, che è disponibile sul sito di ACCA software S.p.A.

Clicca qui per scaricare il testo del provvedimento approvato dal C.d.M. e non ancora vigente
Clicca qui per scaricare il testo dell’autodichiarazione attestante la rispondenza di TerMus v.14 alle disposizioni dell’Allegato III al D.Lgs. 115/2008
 


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