Chiunque abbia un iPad, un iPhone o un PC deve pagare il canone Rai?

23/02/2012 | Approfondimenti tecnici, Tecnologie

   


Imprese, società ed enti che posseggono dispositivi elettronici di qualsiasi natura predisposti a riprodurre contenuti video devono pagare il “canone speciale” Rai.

È quanto previsto dall'art. 17 del decreto Monti “Salva Italia” che richiama un Regio Decreto del 1938, in cui si stabilisce che: “chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento”.
Nei giorni scorsi circa cinque milioni di imprese italiane sono state sollecitate al pagamento della tassa speciale Rai per un importo complessivo nazionale di quasi un miliardo di euro.

Le relative associazioni dei consumatori hanno chiesto di cancellare tale provvedimento e di fare chiarezza sulla natura del canone, paragonandola ad una tassa sullo sviluppo tecnologico che colpisce chiunque abbia un computer.
Al riguardo si rammenta che la giurisprudenza si è già espressa in maniera chiara sull’argomento: la Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 24010 del 20 novembre 2007, ha stabilito che l’obbligo di pagamento del canone dipende dalla detenzione di un apparecchio e non è commisurata alla possibilità effettiva di usufruire del servizio.

La Rai ha comunicato che nessun canone è dovuto per il semplice possesso di un PC o uno smart-phone. Le lettere inviate che esortano al pagamento si riferiscono esclusivamente al “canone speciale” (come previsto dall’art. 17 del Salva Italia), relativo alla detenzione di un dispositivo per la trasmissione radiotelevisiva al di fuori dell’ambito familiare, che deve essere corrisposto solo da imprese, società, uffici ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage).

Nel frattempo Rete Imprese Italia chiede l’esenzione delle aziende dal pagamento del canone e le associazioni dei consumatori (Aduc, Adusbef e Federconsumatori) chiedono un’interrogazione parlamentare.
Vedremo come andrà a finire…

Clicca qui per scaricare il Regio Decreto 246 del 1938
Clicca qui per scaricare la Sentenza della Cassazione 24010/2007
Clicca qui per scaricare il comunicato Rai
 


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