Il Condono Edilizio è Legge dello Stato

06/12/2003 | Opere edili

   
Il testo del D.L. 269/2003 “Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell’andamento dei conti pubblici“, è stato convertito in Legge dal Parlamento subendo alcune modifiche significative.
Numerose sono le variazioni del testo originario, riguardanti anche la tipologia delle opere sanabili.
Per le nuove costruzioni, rispetto al testo del Decreto Legge, è stata aggiunta una condizione sulla volumetria complessiva dell’opera da sanare; rimasto invariato il limite di 750 metri cubi per singolo richiedente, sarà possibile sanare l’opera solo a condizione che la nuova costruzione non superi complessivamente i 3000 metri cubi (ciò significa, indicativamente, che potranno essere condonati al massimo edifici con 7-8 appartamenti di superficie 100-110 mq).
Inalterate, invece, le disposizioni per gli ampliamenti di costruzioni esistenti; confermati infatti i limiti attuali: 30% della volumetria attuale o 750 metri cubi.
Tra le altre modifiche apportate segnaliamo, inoltre, il trasferimento dal Sindaco al Prefetto della titolarità della decisione di demolizione delle opere abusive e l’inalienabilità per 5 anni delle opere realizzate su aree ex-pubbliche acquisite in seguito alla sanatoria.
Importante, infine, l’esclusione dalla sanatoria delle opere realizzate su aree appartenenti al “demanio marittimo, fluviale o lacuale”.
Illustriamo nel seguito i contenuti fondamentali del provvedimento così come approvato dal Parlamento.
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Testo del D.L. 269/2003 modificato 135 Kb ACCAreader
Confronto fra i due testi del D.L. 269/2003 (originale e modificato) 283 Kb ACCAreader
La richiesta di condono
Le richieste di condono, a firma degli aventi titolo, vanno presentate entro il 31 marzo 2004 ai comuni competenti.
Alla domanda va allegata la documentazione indicata al comma 35, e precisamente:
  • una dichiarazione del richiedente, con allegata documentazione fotografica, dalla quale risulti la descrizione delle opere per le quali si chiede il titolo abilitativi in sanatoria;
  • nel caso che le opere da sanare abbiano volumetria superiore a 450 mc, una perizia giurata sulle dimensioni e sullo Stato delle opere ed una certificazione attestante l'idoneità statica delle stesse;
  • ulteriore documentazione eventualmente prescritta con norma regionale;
  • le attestazioni dei versamenti da effettuare prima della presentazione della richiesta, sui quali si dirà più diffusamente nel seguito.
Entro la fine di settembre 2004 la pratica va integrata con l'accatastamento dell'immobile, la relativa denuncia ICI e denuncia ai fini dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. (comma 37).
Se l’opera sorge su un’area di proprietà dello Stato, inoltre, è necessario indicarlo nella domanda.
In tal caso occorre attivarsi presso l’agenzia del Demanio per verificare la disponibilità dello Stato a procedere alla cessione (onerosa) a titolo definitivo o di “locazione” di tale area.
A questo scopo è necessario presentare presso la filiale territorialmente competente dell’agenzia del Demanio un’apposita domanda, e versare all’erario una somma a titolo di indennità per l’occupazione pregressa delle aree (calcolata per un periodo non superiore a 5 anni).
Contestualmente alla presentazione di tale domanda, all’agenzia del Demanio deve essere fornita anche copia della documentazione precedentemente elencata consegnata al comune.
La disponibilità alla cessione dell’area o a mantenere l’opera sul suolo appartenente al demanio sarà espressa dall’agenzia del Demanio territorialmente competente entro il 31 dicembre 2004.
Il prezzo di acquisto delle aree appartenenti al patrimonio disponibile è determinato applicando i parametri di cui alla Tabella B allegata al provvedimento ed è corrisposto in due rate di pari importo scadenti, rispettivamente, il 30 giugno 2005 e il 31 dicembre 2005.
Le procedure di vendita devono essere formalizzate entro il 31 dicembre 2006.
Il provvedimento formale di riconoscimento del diritto al mantenimento dell'opera sulle aree del demanio dello Stato e del patrimonio indisponibile, rilasciato dalla competente agenzia del Demanio, è riconosciuto per una durata massima di anni venti, a fronte di un canone commisurato ai valori di mercato.

Quanto costa mettersi in regola ?
Il costo per regolarizzare gli illeciti edilizi si compone di due aliquote: oblazione ed oneri concessori.
L'oblazione ha un costo variabile dai 60 ai 150 euro per mq, in funzione della tipologia di abuso, mentre gli oneri concessori, per i quali occorre versare un'anticipazione secondo le modalità indicate nella Tabella D allegata al provvedimento, vengono determinati dall'amministrazione comunale.
In dettaglio, le oblazioni da pagare per ciascun abuso, sono:
Tipologia dell'abuso Misura dell'oblazione
€/mq
immobili non residenziale
Misura dell'oblazione
€/mq
immobili residenziale
Opere realizzate in assenza o difformità del titolo abitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici 150,00 100,00
Opere realizzate in assenza o difformità del titolo abitativo edilizio, ma conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici alla data di entrata in vigore del D.L. 269/2003 100,00 80,00
Opere di ristrutturazione edilizia come definite all’art. 3, comma 1, lett. d) D.P.R. 380/2001- Testo Unico Edilizia - realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio 80,00 60,00

 

Tipologia dell'abuso Misura dell'oblazione
€/mq
forfait
Opere di restauro e risanamento conservativo come definite all’art. 3, comma 1, lett. c) del D.P.R. 380/2001 - Testo Unico Edilizia - realizzate in assenza o difformità del titolo abilitativo edilizio nelle zone omogenee A di cui all'art. 2 del D.M. 2 aprile 1968 n. 1444 3.500,00
Opere di restauro e risanamento conservativo come definite all’art. 3, comma 1, lett. c) del D.P.R. 380/2001 - Testo Unico Edilizia - realizzate in assenza o difformità del titolo abilitativo edilizio 1.700,00
Per le opere di manutenzione straordinaria, come definite all’art. 3, comma 1, lettera b) del D.P.R. 380/2001 - Testo Unico edilizia - e dalla normativa regionale, realizzate in assenza o difformità del titolo abilitativo edilizio; opere o modalità di esecuzione non valutabili in termini di superficie o volume 516,00

 

Quando pagare ?
Le somme dovute devono essere così versate:

Oblazione
  • il 30% dovrà essere versato entro il 31 marzo 2004 (data ultima per la presentazione della domanda)
  • le due restanti rate del 35 % ciascuna dovranno essere versate rispettivamente entro il 30 giugno e il 30 settembre 2004
L’importo del versamento della prima rata non potrà comunque essere inferiore a 1.700,00 euro; nel caso in cui l’intero importo dovuto sia inferiore a 1700,00 il pagamento dovrà avvenire in un’unica rata.

Oneri Concessori
Il 30% dell’anticipo, calcolato secondo le indicazioni della tabella D in allegato al D.L. 269/2003, dovrà essere versato entro il 31 marzo 2004, per un importo che comunque non dovrà essere inferiore a 500,00 euro.
Le due restanti rate del 35 % ciascuna dovranno essere versate rispettivamente entro il 30 giugno e il 30 settembre 2004.
Il saldo degli oneri concessori dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2006.
Ricordiamo, infine, che alla domanda occorre allegare:
  • l’attestazione del versamento del 30% dell'intero importo previsto dal condono;
  • l’attestazione del versamento del 30% sull'anticipazione degli oneri concessori.

 

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