DVR Procedure Standardizzate

DVR con Procedure Standardizzate: cosa sono?

Le Procedure Standardizzate sono il modello di riferimento per la redazione del documento di valutazione dei rischi elaborate dalla “Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro” ai sensi dell’art. 29 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81.



Schema della procedura standardizzata


DVR standardizzato - CerTus-PS - ACCA software

Azioni Moduli Istruzioni e supporti informativi
Passo 1 Descrizione dell'azienda, del ciclo lavorativo/attività e delle
mansioni
Descrizione generale dell'azienda Modulo n. 1.1 Paragrafo 4.1
Descrizione delle lavorazioni aziendali e identificazione delle mansioni Modulo n. 1.2
Passo 2 Individuazione dei pericoli presenti in azienda Individuazione dei pericoli presenti in azienda Modulo n. 2 Paragrafo 4.2
Passo 3 Valutazione dei rischi
associati ai pericoli
individuati e identificazione delle misure di prevenzione e protezione attuate
  • Identificazione delle mansioni ricoperte dalle persone esposte e degli ambienti di lavoro interessati in relazione ai pericoli individuati.
Modulo n. 3
(colonne dalla 1 alla 3)
Paragrafo 4.3
  • Individuazione di strumenti informativi di supporto per l'effettuazione della valutazione dei rischi (registro infortuni, profili di rischio, banche dati su fattori di rischio, indici infortunistici, liste di controllo, ecc.).
Modulo n. 3
(colonna n. 4)
  • Effettuazione della valutazione dei rischi per tutti i pericoli individuati:
    in presenza di indicazioni legislative specifiche sulle modalità valutative, mediante criteri che prevedono anche prove, misurazioni e parametri di confronti tecnici;
    - in assenza di indicazioni legislative specifiche sulle modalità valutative, mediante criteri basati sull'esperienza e conoscenza dell'azienda e, ove disponibili, sui dati desumibili da registro infortuni, indici infortunistici, dinamiche infortunistiche, profili di rischio, liste di controllo, norme tecniche, istruzioni di uso e manutenzione, ecc.
  • Individuazione delle adeguate misure di prevenzione e protezione
Qualora si verifichi che non tutte le adeguate misure di prevenzione e protezione previste dalla legislazione sono state attuate, si dovrà provvedere con interventi immediati.
  • Indicazione delle misure di prevenzione e protezione attuate.
Modulo n. 3
(colonna 5)
Passo 4 Definizione del
programma di miglioramento
  • Individuazione delle misure per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza
  • Individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure
Modulo n. 3
(colonne dalla 6 alla 8)
Paragrafo 4.4

FAQ

Le procedure standardizzate sono modelli di riferimento per effettuare la valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro, al fine di individuare le misure di prevenzione e protezione più opportune ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.

In breve, la redazione del DVR secondo le procedure standardizzate consente di:

  • operare in maniera semplice e guidata;
  • essere certi di aver considerato tutti i rischi;
  • utilizzare un metodo oggettivo di valutazione;
  • mettersi al riparo da contestazioni da parte di un eventuale ispettore;
  • operare in maniera più veloce rispetto alla modalità classica.

Tutti i datori di lavoro di aziende che occupano fino a 10 lavoratori (art. 29, comma 5, D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81).


NOTA: Con l’interpello n. 7 del 22 novembre 2012, il Ministero del Lavoro ha chiarito che nel caso in cui il datore di lavoro delle imprese fino a 10 lavoratori abbia già elaborato un proprio DVR, scegliendo di non autocertificare la valutazione, tale documento non dovrà essere necessariamente rielaborato con le indicazioni delle Procedure Standardizzate. Tuttavia, lo stesso Ministero riconosce i vantaggi dovuti all’elaborazione del DVR secondo le Procedure Standardizzate.

Tutti i datori di lavoro di aziende che occupano fino a 50 lavoratori (art. 29, comma 5, D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81) con le eccezioni di cui all'art. 29, comma 7, D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81.

Le Procedure Standardizzate non possono essere utilizzate dalle seguenti aziende:

  • Aziende che occupano più di 50 lavoratori.
  • Aziende che occupano fino a 50 lavoratori le cui attività riguardano:
    aziende industriali a rischio rilevante di cui all'art. 2 del D.Lgs.. 334/1999 e s.m.i.;
    - centrali termoelettriche;
    - impianti ed installazioni nucleari;
    - fabbricazione e deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;
    - esposizione dei lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, connessi all'esposizione ad amianto.

NO! I lavoratori non coincidono sempre con i dipendenti e secondo l'art. 2, comma 1, D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 la loro casistica è più ampia:

  • Il lavoratore è la persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.
  • Sono equiparati ai lavoratori anche:
    • il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso;
    • l'associato in partecipazione di cui all’articolo 2549, e seguenti del Codice civile;
    • il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all'articolo 18 della Legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle Leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro;
    • l'allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l’allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione;
    • i volontari del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile;
    • il lavoratore di cui al Decreto Legislativo 1 dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni.

Ai fini della determinazione dell'organico aziendale, cui è collegato l'obbligo di valutazione dei rischi in base alle Procedure Standardizzate o meno, NON devono essere conteggiati solo i seguenti:

  • i collaboratori familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo);
  • i soggetti beneficiari delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento;
  • gli allievi degli istituti di istruzione e universitari e i partecipanti ai corsi di formazione professionale;
  • i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato in sostituzione di altri prestatori di lavoro assenti con diritto alla conservazione del posto di lavoro. L'esclusione dal computo avviene solo in caso di assenza con diritto alla conservazione del posto (malattia, infortunio, gravidanza, congedo parentale e aspettativa);
  • i lavoratori che svolgono prestazioni occasionali di tipo accessorio nonché prestazioni che esulano dal mercato del lavoro;
  • i lavoratori a domicilio ove la loro attività non sia svolta in forma esclusiva a favore del datore di lavoro committente;
  • i volontari, i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile e i volontari che effettuano il servizio civile;
  • i lavoratori utilizzati nei lavori socialmente utili;
  • i lavoratori autonomi;
  • i collaboratori coordinati e continuativi e i lavoratori a progetto, ove la loro attività non sia svolta in forma esclusiva a favore del committente;
  • i lavoratori in prova.
Le Procedure Standardizzate sono state approvate dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro il giorno 16 maggio 2012, hanno ricevuto parere favorevole dalla Conferenza Stato Regioni in data 25 ottobre 2012, e sono state emanate con Decreto Interministeriale del 30 novembre 2012 (comunicazione in G.U. n. 285 del 6 dicembre 2012).

L'articolo 29 del Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro (D.lgs. 81/2008 e s.m.i.), così come modificato dalla cosiddetta "legge di stabilità" (L. 24 dicembre 2012, n. 228 pubblicata in S.O. della G.U. il 29/12/2012, n. 212), prevede che i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori possano autocertificare l'avvenuta valutazione dei rischi fino al 3° mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale succitato e, comunque, non oltre il 30 Giugno 2013.

Con la nota n. 32/2583 del 31 gennaio 2013 è lo stesso Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a precisare che il termine ultimo di validità della autocertificazione dei rischi è il 31 maggio 2013.

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nota n. 32/2583 del 31 gennaio 2013

Effettuare la valutazione dei rischi è responsabilità del Datore di Lavoro che, in relazione all'attività e alla struttura dell'azienda, coinvolgerà i seguenti soggetti: il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), il Medico Competente (ove previsto), il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) o il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST), i dirigenti e i preposti, i lavoratori e le eventuali altre persone esterne all'azienda in possesso di specifiche conoscenze professionali.
Il documento di valutazione deve essere conservato presso l'unità produttiva alla quale si riferisce. Inoltre, deve essere munito di data certa e riportare le firme del Datore di lavoro e, ai soli fini della prova della data certa, anche dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (se persona diversa dallo stesso datore di lavoro), dal Medico Competente (nominato solo nei casi in cui fosse obbligatoria la sorveglianza sanitaria) e dal Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.
  • per omessa redazione del DVR: arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da € 2.500 a € 6.400. La pena è aumentata a 4/8 mesi nelle aziende a rischio di incidente rilevante e con l`esposizione a rischi biologici, cancerogeni/mutageni, atmosfere esplosive;
  • per incompleta redazione del DVR con omessa indicazione delle misure ritenute opportune al fine di garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, misure di prevenzione e protezione, dispositivi di protezione indicviduale, procedure sulle misure da adottare e distribuzione dei compiti e delle responsabilità: ammenda da € 2.000 a € 4.000;
  • per incompleta redazione del DVR con omessa indicazione sulla relazione della valutazione di tutti i rischi, l`individuazione delle mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici o richiedono riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza ed adeguata formazione: ammenda da € 1.000 a € 2.000.

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