HELP DESK | TerMus | 3


TerMus_Superbonus_110

Le FAQ per risolvere ogni problema con il tuo TerMus

Argomenti

TerMus-PT: modello di ponte termico di solaio su ambiente non climatizzato

Nell’esempio seguente di TerMus-PT, nella gestione della legge 10 prevalentemente di interventi di ristrutturazione importante di secondo livello, viene illustrato come verificare la trasmittanza media degli appartamenti del primo piano su spazio aperto.

Il ponte termico è stato calcolato e come si può vedere la trasmittanza sembrerebbe molto alta, infatti si ha un valore di 0,56 nonostante si è isolato con poliuretano ad alta prestazione sia l'intradosso che il cappotto esterno con polistirene con grafite.

In questo caso è corretto calcolare il ponte termico su una lunghezza del muro e del solaio fino all'intersezione interna del ponte termico poiché il volume climatizzato è all’interno e nella parte sottostante è presente il freddo del garage.

In qualche modo sebbene sia protetto nella fascia in blu in pratica il resto sarebbe tutto freddo per cui la discontinuità è nel punto in cui sono state fermate giustamente le lunghezze di riferimento.

Il punto scelto è quello corretto, la lunghezza anche se si calcolerebbe a più di un metro non cambierebbe più di tanto, infatti pur allontanando la faccia diabatica dal punto di calcolo del ponte termico cominceranno a cambiare i valori del kl ma non significativamente.

Tale questione si vede meglio nella vista cromatica che si attiva premendo il bottone Curve di Livello della sezione Calcolo della barra multifunzione.

Anche se il blu è lontano dal nodo che si sta calcolando, il verde che comunque è un freddo anche piuttosto marcato è ancora abbastanza vicino. Quindi non c’era da aspettarsi un kl troppo basso.

Sapendo che si sta facendo una ristrutturazione importante di secondo livello, quindi le verifiche riguardano solo l'involucro, si può decidere di considerare solo una componente che riguarda la parete ad esempio in questo caso, la parte che interessa. Ovvero scomporre il ponte termico che in questo caso è calcolato nella totalità del nodo considerando solo la componente che interviene sulla parete e soltanto quella che interviene sul solaio.

Normalmente i ponti termici vanno ripartiti poiché nelle procedure di calcolo è indicato che il ponte termico va ripartito lungo le strutture che ovviamente concorrono a determinarla.

Quindi nel momento in cui si ha un edificio su cui si sta intervenendo e il ponte termico in oggetto agisce su tutto il perimetro degli appartamenti del primo livello, in questo caso si avrebbe lungo il bordo un ponte termico di 0,56 che è quello dell'intero nodo non ripartito.

In questo caso è possibile ripartirlo inserendolo sulle pareti effettuando una delle seguenti operazioni:

  • Inserire il ponte termico facendo una copia del calcolo ed utilizzandolo con un kl dimezzato.
  • oppure
  • Lasciare lo 0,56 e poi decidere autonomamente la lunghezza del ponte termico, se ad esempio il muro è lungo 3 m si assegna una lunghezza di un 1,5 m dimezzandolo comunque.
Guarda il video

Atlante-PT: ponti termici di balcone isolato e di finestracon mazzetta in mattoni e cappotto

Nell’esempio seguente è rappresentata una situazione particolare: una finestra con una mazzetta di mattoni faccia vista che protegge il telaio con l’aggiunta di coibentazione davanti alla mazzetta.

Con l'Atlante-PT di TerMus non si può modellare questa situazione che si vede nel CAD, perché l'Atlante-PT ha categorie definite in norma che coprono delle condizioni standard, la situazione illustrata è fuori dallo standard perché il telaio già è protetto dalla presenza di una mazzetta di mattoni pieni, dopo si va anche a proteggerla ulteriormente con un cappotto, quindi già al netto del fatto che si vada a mettere il cappotto non si può descrivere questa situazione perché nelle norme tecniche nelle categorie standard non è proprio contemplata una condizione del genere, andrebbe in qualche modo modellata con TerMus-PT.

Per tutte queste casistiche TerMus-PT copre quello che in norma tecnica è indicato come condizione che fuoriesce dalle categorie standard.

Guarda il video

Nell’esempio seguente è rappresentato un balcone al quale, togliendo il pavimento e il massetto, si vuole applicare uno strato di EPS intorno al balcone.

Questa soluzione è del tutto fuori standard e bisogna usare un altro software come TerMus-PT.

Infatti, nell’Atlante-PT è rappresentato anche il balcone ma nello schema standard la norma tecnica ha assunto che la soletta orizzontale con colorazione in grigio sia un unico componente edilizio che fuoriesce fino all’esterno, queste sono le semplificazioni delle norme tecniche.

La condizione in oggetto sarebbe piuttosto diversa e molto più dettagliata nel senso che fino a destra della trave si ha il solaio vero e proprio poi c'è la trave e poi inizia tutta un’altra struttura, una condizione che a tutti gli effetti le categorie standard di norme tecniche non coprono fondamentalmente.

Quindi le nove categorie standard che propone l'Atlante-PT hanno una serie di combinazioni previste già in norma tecnica, se si cade in queste combinazioni non è un problema utilizzare le combinazioni proposte magari anche con piccole differenze, se però il modello è completamente diverso è direttamente il legislatore così come la stessa norma tecnica che suggerisce una modellazione puntuale del nodo per capirne esattamente le caratteristiche.

Guarda il video

TerMus v.42.00: modifica della tipologia di impianto

Per modificare la tipologia di impianto di un documento basta effettuare le seguenti operazioni:

  • Premere il bottone Impianto della finestra Centrale Termica.
  • Selezionare dall’elenco l’impianto che si vuole modificare e premere il bottone Modifica della finestra
  • Nella finestra che si attiva apportare le modifiche desiderate all’impianto e premere il bottone Modifica.
Guarda il video

SuperBonus: documento Ante, documento Post e APE Convenzionale

La procedura è la stessa sia in TerMus-BIM che in TerMus v.42.00, i concetti infatti sono uguali. Per creare un nuovo “documento Ante Intervento” e ricostruire lo stato di fatto dell’edificio oggetto della pratica di SuperBonus 110% basta selezionare, nella pagina Nuovo, l’opzione Nuovo edificio ANTE intervento in TerMus v.42.00 oppure Nuovo documento ANTE intervento in TerMus-BIM.

Invece, nel caso in cui non si vuole creare il documento Ante ex-novo perché già si è in possesso di un documento “Legge 10” dell’edificio in questione redatto in precedenza, questo stesso file, senza ulteriori passaggi, potrà essere il documento ANTE intervento da richiamare all’atto della creazione del documento POST Intervento.

A questo punto per creare il Documento POST basta effettuare le seguenti operazioni:

  • Premere il bottone Nuovo documento POST intervento della pagina Nuovo della Home del programma.
  • Nel dialog che si attiva selezionare il documento ANTE intervento che si vuole prendere a riferimento premendo il bottoncino a lato del campo.
    Caricato il documento, nel campo POST intervento il programma propone un nome che l’utente può liberamente modificare.
  • Premere il bottone di conferma per generare il nuovo documento (POST). Sarà generata, quindi, una “copia” del documento ANTE intervento che diventerà il documento POST intervento su cui lavorare. Questo documento avrà anche una codifica informatica per indicare al programma che tale documento è confrontabile con quello ANTE.

Creato quindi il documento Post, si procede con tutte le modifiche previste, ad esempio, aggiungendo un isolamento a cappotto modificando la stratigrafia del muro e decidendo anche quali strutture escludere dalla verifica di legge.

In particolare, nella pagina Edificio di Dati Generali occorre:

  • Specificare la Tipologia di Intervento tra quelle previste dal decreto dei requisiti minimi.
  • Scegliere, selezionando i relativi check box, su quali impianti applicare le verifiche di legge.
  • Selezionare la data delle Tabelle di valore LIMITE. Si ricorda che a partire dal 1 gennaio 2021 per qualsiasi edificio le tabelle di riferimento in fase di progettazione sono quelle datate 01/01/2019.
  • Scegliere il periodo in cui ricadrà la data di inizio dei lavori.

    Pertanto se la data di inizio dei lavori ricade, ad esempio, nel 2021 sarà ovviamente successiva al 6 ottobre 2020 e in questo caso da un punto di vista del Super Bonus saranno previsti come valori limiti di riferimento quelli che sono stati emanati con l’Allegato E almeno per quanto riguarda l’involucro e con l’Allegato F per le pompe di calore del decreto di ottobre. Se invece si sta rivedendo qualcosa che la cui data di inizio dei lavori era antecedente il 6 ottobre quando non era stato ancora emanato il decreto con tutti i nuovi requisiti minimi, si sceglierà Antecedente al 6 ottobre 2020.

A questo punto l’attività del progettista andrà a concentrarsi sulle modifiche da apportare come ad esempio l’inserimento di un cappotto esterno. In questo caso si andrà ad intervenire sulle strutture oggetto di intervento quindi sulle stratigrafie.

Modificare una stratigrafia naturalmente comporterà un aggiornamento dinamico dell’intero modello in TerMus-BIM, pertanto bisogna fare attenzione a non modificare stratigrafie che sono state utilizzate anche a parti del progetto non interessate ai lavori. In questo caso è possibile, per ovviare a questo problema, duplicare la stratigrafia in oggetto, modificarla e poi applicarla con la selezione multipla solo ai punti di intervento.

Per le entità non oggetto di intervento, invece, è possibile, dopo averle selezionate nel disegno, selezionare il check box Entità da non verificare del toolbox delle proprietà.

Selezionando tale check box il muro non verrà assoggettato da alcuna verifica di legge e non sarà portato nel calcolo della Umedia.

A questo punto, tenendo aperti contemporaneamente i documenti calcolati ANTE e POST, è possibile avviare il confronto per verificare gli effetti delle modifiche sulla classe energetica, ecc. Quindi, basta premere il bottone Nuovo documento di confronto tra ANTE e POST Intervento della pagina Nuovo della Home del programma.

Nel dialog che si attiva occorre controllare i due documenti riportati nei campi e premere il bottone OK per avviare il confronto.

Questa operazione genera un terzo documento con le varie prestazioni.

Nella pagina è possibile vedere i dettagli delle verifiche. Inoltre, in fondo è presente il bottone per stampare il riepilogo delle modifiche.

Infine è possibile produrre l’APE Convenzionale o la Scheda riepilogativa sulle prestazioni energetiche convenzionali, sia ANTE che POST Intervento, selezionando il nodo Edificio della pagina APE e AQE della sezione Elaborati del Navigatore.

In caso di APE convenzionale POST il programma propone un ulteriore campo dove occorre specificare nuovamente il documento ANTE intervento di riferimento, questo perché si possa essere certi di quello che è stato aggiunto in una fase successiva.

Guarda il video

TerMus v.42.00: calcolo con caldaia in disuso e stufa a legna

In effetti la stufa a legna può essere equiparata ad una caldaia a biomassa, quindi un impianto di riscaldamento esiste e potrebbe essere considerato.

L’impianto collegato alla caldaia in disuso è probabilmente senza libretti e senza rapporto di efficienza ma può andar bene sicuramente nella stesura di un APE classico.

Guarda il video

TerMus-BIM: Ventilazione Meccanica Controllata in abbinamento ad altri impianti

Nell’esempio seguente viene effettuata la verifica dei dati immessi per la modellazione di un impianto di Ventilazione meccanica controllata con sola immissione ed estrazione; differenza con ventilazione Naturale e spiegazione dei Risultati di calcolo.

L’impianto è stato creato come ventilazione meccanica senza l’utilizzo di una macchina.

Nella sezione Ventilazione del nodo Distribuzione dell’impianto ventilazione è stato scelto Immissione e Estrazione come tipo di impianto, è un impianto bilanciato poiché è stato impostato 100% nel campo Aria estratta rispetto a quella immessa. È presente anche un recuperatore di calore con una efficienza del 90%.

Nella sezione Distribuzione viene indicato che per gli impianti di sola ventilazione le perdite di distribuzione possono essere trascurate.

Nella sezione Rete sono state dichiarate le ventole presenti sulla parte dei canali.

Nella sezione Zone Servite è presente selezionata la zona di ventilazione meccanica creata nella sezione EOdC e Zone del Navigatore.

Nella sezione Ripresa il dimensionamento del Circuito di Ripresa dell’aria dall’esterno è necessario in presenza di un recuperatore.

Nella sezione Canale si può descrivere le caratteristiche del canale come ad esempio specificando l’ubicazione ad esempio In ambiente climatizzato. Avendo un’unica ventola nella ventilazione di ripresa si imposta come potenza il valore “0”, se invece si hanno due ventole separate con ad esempio due canali per ripresa e distribuzione a questo punto le ventole si vanno a dichiarare.

Dalla zona di ventilazione della pagina EOdC e Zone del Navigatore si nota che è stato scelto un tipo di ventilazione Solo Meccanico.

La parte di ventilazione naturale ovviamente è bloccata per legge però è stato indicato, nell’unico campo attivo, che i ricambi d’aria per i carichi termici estivi e invernali sono 0.5 vol/h, da un punto di vista di “energia” per i ricambi d’aria naturali le attuali norme tecniche prevedono sempre 0.5 vol/h ma trattati con dei fattori di correzione (0.6), pertanto quando si effettua un calcolo in un edificio residenziale con le attuali norme tecniche il calcolo di energia tiene conto di ricambi d’aria per 0.3 vol/h mentre il calcolo di potenza era 0.5 vol/h, nel momento in cui si sceglie solo meccanica quello che peserà saranno i dati specificati nella sezione Ventilazione Meccanica riportata in basso.

Per quanto riguarda il risultato ottenuto dopo il calcolo si otterrà un salto di classe, in questo caso dalla classe B alla b>classe A2 giustificato dall’impianto di ventilazione.

Infatti, per fare il calcolo di energia si utilizzano le Temperature medie mensili della sezione Comune dei Dati Generali. In questo caso la temperatura più fredda è di 11° a febbraio, il comfort abitativo interno è a 20°, il sistema di ventilazione meccanica a recupero di calore usato ha un’efficienza del 90% per cui il lavoro che deve svolgere la macchina è quasi nullo perché tra quello che si recupera con il sistema di ventilazione, con gli apporti solari e con gli apporti interni gratuiti la macchina non deve svolgere lavoro. In una condizione del genere, almeno nel calcolo standard, il miglioramento ottenuto è ovvio.

TerMus-BIM: copiare gli oggetti BIM tra le librerie eaggiornare gli archivi del Power Pack

Per effettuare l’aggiornamento delle librerie e degli archivi del menu POWER PACK basta effettuare le seguenti operazioni:

  • Chiudere tutti i documenti aperti nella finestra del programma.
  • Premere il bottone Indietro riportato in alto a sinistra della Home del programma
  • Premere il bottone Power Pack della barra multifunzione.
  • Nel menu che si attiva premere il bottone Aggiorna delle librerie da aggiornare.
  • Chiudere e riavviare TerMus per applicare le nuove librerie aggiornate.

La procedura illustrata per copiare gli oggetti della Libreria Oggetti BIM di Progetto e riportarli in quella Utente è applicabile per tutte le librerie (Progetto, Generale e Utente).

Per copiare un elemento o una struttura personalizzata di una libreria basta effettuare le seguenti operazioni:

  • Aprire le due librerie di origine e di destinazione facendo doppio click sui relativi nodi del Navigatore.
  • Dalla libreria di origine selezionare la cartella in cui è situato l’elemento da copiare, ad esempio quella delle pompe di calore.
  • Fare doppio click sull’elemento da copiare.
  • Disporre le due librerie in modo da visualizzarle entrambe nella finestra del programma.
  • Trascinare, effettuando un’operazione di Drag&Drop , l’elemento dalla libreria di origine a quella di destinazione.

Il programma inserirà automaticamente l’oggetto nella rispettiva sezione della libreria creando la cartella e l’entità con gli stessi dati definiti in precedenza nel toolbox delle proprietà.

TerMus-BIM: come incidono i ponti termici nel calcolo

La premessa da fare è che ogni progetto andrebbe analizzato in maniera peculiare, ogni progetto presenta caratteristiche che andrebbero analizzate singolarmente e di volta in volta.

Intanto occorre considerare le caratteristiche di forma e dimensione dei ponti termici: due ponti termici presenti su due finestre, nelle stesse posizioni ma con angolazioni diverse, generano in realtà due entità diverse.

I ponti termici incidono negativamente sulle prestazioni dell’involucro che potrebbero essere però bilanciate da altre prestazioni (magari dell’impianto) per cui alla fine potrebbe sembrare che incidano poco, ma non è così.

TerMus-BIM: Warning 7020 Temperature di pozzo caldo e sorgente fredda

Questa segnalazione è tipica di quando si considera l’utilizzo di pompe di calore; pur impiegando la stessa macchina per entrambi gli scenari, queste si relazionano a carichi e unità diverse, creando, di fatto, due situazioni diverse.

A differenza delle caldaie, le pompe di calore sono più sensibili alle situazioni in cui sono impiegate. Di qui il messaggio di warning (che non è bloccante) che segnala, rispetto alla curva di funzionamento ottimale prevista dal costruttore della macchina, uno scostamento nel calcolo maggiore di più o meno 5 gradi. Più dati si hanno a disposizione più precisa sarà la curva del funzionamento della macchina, in alternativa ci si baserà sui fattori correttivi proposti dalla norma tecnica ottenendo una curva di funzionamento sicuramente più approssimata.

La curva sarà confrontata ai carichi dell’unità immobiliare interessata: per questo una stessa macchina (con una curva di funzionamento più o meno approssimata) usata in due ambienti differenti potrebbe restituire comportamenti diversi con gli scostamenti indicati nel warning in oggetto.

TerMus-BIM: Definizione volume della scala interna tra piani sfalsati

La premessa da cui partire è che non è possibile avere volumi diversi comunicanti tra loro, nell’esempio seguente invece si è creata proprio una situazione del genere. In questo caso si ha una villetta su tre piani di cui uno sfalsato. Sono presenti due vani Scala che collegano uno il Piano Terra con il Piano Rialzato e uno il Piano Rialzato con il Piano Primo.

Nella definizione del vano si è avuta la necessità di creare dei muri fittizi per avere la stessa superficie in pianta e in sezione. Non si può pensare di avere dei volumi comunicanti, in questo caso si ha anche una sorta di “L” poggiata sul lato lungo, per cui tenere il volume unico può determinare problemi di calcolo del volume.

Con l’uso dei muri fittizi si è generato però un errore sul vano Deposito: Fatal Error 5007 - Errore calcolo del volume vano.

Nel livello Piano Terra si vede che si hanno due entità Scale, l’entità scale superiore ha una forma rettangolare e si ferma alla seconda alzata mentre il muro fittizio è presente più a sinistra.

Sul primo gradino si nota che non è stato definito niente, perdendo così questo volume.

La soluzione potrebbe essere quella di inserire un nuovo vano Scale sul volume non definito.

In questo modo infatti il programma non rileva più l’errore poiché è stato definito il volume che mancava. La stessa procedura potrà essere applicata anche al secondo vano Scale se presenta lo stesso tipo di problema.

TerMus-BIM: Copiare le stratigrafie di Edificius e portarle in TerMus

Certamente sì, per copiare una stratigrafia creata in Edificius e portarla in TerMus o viceversa basta utilizzare l’esportazione dell’elemento in un file .BOL.

Per esportare l’elemento della Libreria di Edificius in un file .BOL basta effettuare le seguenti operazioni:

  • Selezionare l’elemento nella Libreria e fare click con il tasto destro del mouse per attivarne il menu locale.
  • Selezionare l’opzione Salva in un file BOL del menu locale. In alternativa si può anche fare click sull’omonimo bottone della toolbar della Libreria.
  • Nel dialog che si attiva selezionare la cartella dove si vuole salvare il file .BOL.
  • Nella Libreria Oggetti BIM di Progetto di TerMus fare click sul bottone Carica file BOL della toolbar.
  • Nel dialog che si attiva selezionare il file BOL precedentemente esportato e premere il bottone Apri per importare l’elemento nella libreria del programma.

TerMus-BIM: Come gestire doppio infisso più avvolgibile

Nell’esempio seguente è presente una finestra con due infissi in cui non è possibile aggiungere un elemento avvolgibile.

In questo caso però si potrebbe sfruttare la sezione Chiusure oscuranti del toolbox delle Proprietà per indicare la presenza dell’avvolgibile.

Nel caso di avvolgibile, naturalmente, occorrerebbe considerare anche il cassonetto; per simularne la presenza si dovrebbe modellare il muro in tanti pezzi per ottenere un pezzo di muro a cui si dovrà associare le caratteristiche del cassonetto.

Oppure, a vantaggio di sicurezza, si potrebbe selezionare il vano nella vista 2D su cui insiste la finestra e nel toolbox delle proprietà si andrà a valorizzare l’opzione Ulteriori dispersioni del vano.

Premendo il bottoncino del campo, infatti, si attiva il dialog in cui è possibile aggiungere il cassonetto come dispersione a quanto già modellato.

TerMus-BIM: Struttura pompa di calore e tipi di regolazione

Nel campo Potenza termica della sezione Caratteristiche del toolbox delle Proprietà bisogna inserire la potenza relativa al riscaldamento.

La Potenza frigorifera, invece, occorre inserirla nell’omonimo campo del box Temperature di funzionamento. Tale box si attiva premendo il bottoncino del campo Temperatura di funzionamento della sezione Raffrescamento.

Prima di tutto bisogna distinguere la Tipologia di regolazione (climatica) e le Caratteristiche della regolazione poiché sono due cose diverse.

Infatti, nella sezione Regolazione della zona di riscaldamento del nodo EOdC e ZONE del Navigatore sono presenti i due list box dove bisogna specificare la Tipologia di regolazione e le Caratteristiche della regolazione in base al tipo di regolazione scelto.

Nel campo Tipologia di regolazione è possibile scegliere:

  • Manuale: accensione e spegnimento manuale senza alcun automatismo.
  • Solo climatica/centralizzata: regolazione attraverso la sola sonda climatica di un generatore (ad esempio a servizio di un condominio) che rileva esclusivamente la temperatura esterna (non interna agli ambienti).
  • Solo di zona: è il classico cronotermostato installato in zona baricentrica della unità immobiliare da riscaldare; è un unico dispositivo che “legge” la temperatura di un unico ambiente, non della restante parte dell’unità abitativa.
  • Solo per singolo ambiente: rappresenta la regolazione per singolo vano (ad esempio valvole termostatiche sui singoli radiatori o sonde di rilevamento temperature posizionate in ogni singolo ambiente).
  • Zona più climatica: regolazione combinata per zona e con sonda climatica di un generatore.
  • Singolo ambiente più climatica: regolazione combinata tra sonde in singolo ambiente più sonda climatica di un generatore.

In base alle scelte effettuate nel list box Tipologia di regolazione può essere attivo il list box delle caratteristiche della regolazione con opzioni diverse in funzione della tipologia di regolazione, in particolare il list box può presentare:

  • L’opzione On off che accende e spegne alla condizione di temperatura preimpostata.
  • Le sigle PI o PID che rappresentano gli impianti con una caratteristica di regolazione Proporzionale Integrativa o Proporzionale Integrativa Derivativa, che sono sistemi normalmente abbinati a sistemi di controllo automatizzato che si basano ad esempio su delle rilevazioni puntuali delle temperature interne da garantire e delle temperature esterne trasferendo queste informazioni alla centralina di termoregolazione che monitora costantemente le temperature e il funzionamento di impianto.
  • Le bande Proporzionali (0,5 °C, 1 °C e 2 °C) che rappresentano una tolleranza rispetto alla temperatura di comfort.

TerMus-BIM: Gestione degli EOdC

Nell’esempio seguente su una unifamiliare occorre effettuare un efficientamento energetico con una ristrutturazione di primo livello, nella condizione ante intervento è composta da due unità immobiliari, nella configurazione finale, invece, diventa un'unica unità immobiliare accorpata.

La questione è che se l’EOdC, quindi l’edificio oggetto di calcolo, è unico o con all’interno ad esempio due subUnità (una per il Piano Terra e una per il Piano Primo) e nel documento Post lo stesso EOdC, senza essere eliminato, lo si configura con un’unica subUnità che contempla tutto il volume, la procedura è fattibile.

Se però nello stato di fatto si hanno due EOdC diversi che rappresentano due sistemi edificio-impianto diversi, quando poi nel documento Post uno lo si fa sparire è chiaro che a quel punto si perderà il riferimento del confronto, si avranno quindi due sistemi di edificio-impianto che si vogliono confrontare con uno solo, venendo meno proprio il confronto da norma tecnica.

Quindi, da un punto di vista organizzativo si potrebbe già partire con un unico EOdC con all’interno due subUnità (la subUnità del Piano Terra e la subUnità del Piano Primo) e una sola Centrale Termica. Nel documento di post intervento si avrà quindi una unica Centrale Termica con i relativi impianti e l’EOdC sarà lo stesso di prima ma anziché essere costituito da due subUnità sarà costituito da un’unica subUnità comprensiva dell’intero volume che prima era scomposto in due subUnità.