Valutazione del Rischio Vibrazioni - ACCA software

Valutazione del Rischio Vibrazioni

Valutazione del Rischio Vibrazioni

Valutazione del Rischio Vibrazioni da con banca dati ISPESL?
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"Il Datore di lavoro valuta, e quando necessario, misura, i livelli di vibrazioni meccaniche cui i lavoratori sono esposti in modo da identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione con particolare riferimento alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi."

D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81
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Valutazione del rischio vibrazioni

Quadro normativo di riferimento

Il criterio adottato per la valutazione del rischio vibrazioni è quello definito nell'ambito del titolo VIII, Capo III del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81[1]:
  • Allegato XXXV, parte A, del D.Lgs. 81/2008, per vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio (HAV),
  • Allegato XXXV, parte B, del D.Lgs. 81/2008, per le vibrazioni trasmesse al corpo intero (WBV),
e conformemente agli indirizzi operativi del Coordinamento Tecnico Interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro (CTIPLL)[2].
In particolare, per la determinazione del livello di esposizione alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio (HAV) e al corpo intero (WBV) si è tenuto conto della specifica normativa tecnica di riferimento [3] [4].

[1] D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, "Attuazione dell'art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro".
[2] Indicazioni Operative del CTIPLL (Rev. 2 del 11 marzo 2010), "Decreto legislativo 81/2008, Titolo VIII, Capo I, II, III, IV e V sulla prevenzione e protezione dai rischi dovuti all'esposizione ad agenti fisici nei luoghi di lavoro - indicazioni operative"
[3] UNI EN ISO 5349-1: 2001, "Vibrazioni meccaniche - Misurazione e valutazione dell'esposizione dell'uomo alle vibrazioni trasmesse alla mano - Parte 1: Requisiti generali".
[4] UNI ISO 2631-1:2014, "Vibrazioni meccaniche e urti - Valutazione dell'esposizione dell'uomo alle vibrazioni trasmesse al corpo intero - Parte 1: Requisiti generali".

Metodologia per la valutazione del rischio vibrazione

La valutazione dell'esposizione al rischio vibrazioni  è effettuata tenendo in considerazione le caratteristiche delle attività lavorative svolte, coerentemente a quanto indicato nelle "Linee guida per la valutazione del rischio vibrazioni negli ambienti di lavoro" elaborate dall'ISPESL (ora INAIL - Settore Tecnico-Scientifico e Ricerca).
Il procedimento seguito può essere sintetizzato come segue:
  • individuazione dei lavoratori esposti al rischio;
  • individuazione dei tempi di esposizione;
  • individuazione delle singole macchine o attrezzature utilizzate;
  • individuazione, in relazione alle macchine ed attrezzature utilizzate, del livello di esposizione;
  • determinazione del livello di esposizione giornaliero normalizzato al periodo di riferimento di 8 ore.

Individuazione dei lavoratori esposti al rischio

L'individuazione dei lavoratori esposti al rischio vibrazioni discende dalla conoscenza delle mansioni espletate dal singolo lavoratore, o meglio dall'individuazione degli utensili manuali, di macchinari condotti a mano o da macchinari mobili utilizzati nelle attività lavorative. E' noto che lavorazioni in cui si impugnino utensili vibranti o materiali sottoposti a vibrazioni o impatti possono indurre un insieme di disturbi neurologici e circolatori digitali e lesioni osteoarticolari a carico degli arti superiori, così come attività lavorative svolte a bordi di mezzi di trasporto o di movimentazione espongono il corpo a vibrazioni o impatti, che possono risultare nocivi per i soggetti esposti.

Individuazione dei tempi di esposizione

Il tempo di esposizione al rischio vibrazioni dipende, per ciascun lavoratore, dalle effettive situazioni di lavoro. Ovviamente il tempo di effettiva esposizione alle vibrazioni dannose è inferiore a quello dedicato alla lavorazione e ciò per effetto dei periodi di funzionamento a vuoto o a carico ridotto o per altri motivi tecnici, tra cui anche l'adozione di dispositivi di protezione individuale. Si è stimato, in relazione alle metodologie di lavoro adottate e all'utilizzo dei dispositivi di protezione individuali, il coefficiente di riduzione specifico.

Individuazione delle singole macchine o attrezzature utilizzate

La "Direttiva Macchine" obbliga i costruttori a progettare e costruire le attrezzature di lavoro in modo tale che i rischi dovuti alle vibrazioni trasmesse dalla macchina siano ridotti al livello minimo, tenuto conto del progresso tecnico e della disponibilità di mezzi atti a ridurre le vibrazioni, in particolare alla fonte. Inoltre, prescrive che le istruzioni per l'uso contengano anche le seguenti indicazioni:
  • il valore quadratico medio ponderato, in frequenza, dell'accelerazione cui sono esposte le membra superiori quando superi 2,5 m/s2; se tale livello è inferiore o pari a 2,5 m/s2, occorre indicarlo;
  • il valore quadratico medio ponderato, in frequenza, dell'accelerazione cui è esposto il corpo (piedi o parte seduta) quando superi 0,5 m/s2; se tale livello é inferiore o pari a 0,5 m/s2, occorre indicarlo;
  • l'incertezza della misurazione;
  • i coefficienti moltiplicativi che consentono di stimare i dati in campo a partire dai dati di certificazione.
  • Individuazione delle singole macchine o attrezzature utilizzate
  • La "Direttiva Macchine" obbliga i costruttori a progettare e costruire le attrezzature di lavoro in modo tale che i rischi dovuti alle vibrazioni trasmesse dalla macchina siano ridotti al livello minimo, tenuto conto del progresso tecnico e della disponibilità di mezzi atti a ridurre le vibrazioni, in particolare alla fonte. Inoltre, prescrive che le istruzioni per l'uso contengano anche le seguenti indicazioni:
  • il valore quadratico medio ponderato, in frequenza, dell'accelerazione cui sono esposte le membra superiori quando superi 2,5 m/s2; se tale livello è inferiore o pari a 2,5 m/s2, occorre indicarlo;
  • il valore quadratico medio ponderato, in frequenza, dell'accelerazione cui è esposto il corpo (piedi o parte seduta) quando superi 0,5 m/s2; se tale livello é inferiore o pari a 0,5 m/s2, occorre indicarlo;
  • l'incertezza della misurazione;
  • i coefficienti moltiplicativi che consentono di stimare i dati in campo a partire dai dati di certificazione.

Banca Dati Vibrazioni ISPESL / INAIL

Per determinare il valore di accelerazione necessario per la valutazione del rischio, conformemente alle disposizioni dell'art. 202, comma 2, del D.Lgs. del 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., si è fatto riferimento alla Banca Dati Vibrazioni dell'ISPESL (ora INAIL - Settore Tecnico-Scientifico e Ricerca) consultabile sul sito www.portaleagentifisici.it e/o alle informazioni fornite dai produttori, utilizzando i dati secondo le modalità nel seguito descritte.

Valore misurato attrezzatura in BDV ISPESL

Per la macchina o l'utensile considerato sono disponibili, in Banca Dati Vibrazioni dell'ISPESL, i valori di vibrazione misurati, in condizioni d'uso rapportabili a quelle operative, comprensivi delle informazioni sull'incertezza della misurazione.
Si assume quale valore di riferimento quello misurato, riportato in Banca Dati Vibrazioni dell'ISPESL, comprensivo dell'incertezza estesa della misurazione.

Valore del fabbricante opportunamente corretto

Per la macchina o l'utensile considerato sono disponibili i valori di vibrazione dichiarati dal fabbricante.
Se i valori di vibrazioni dichiarati dal fabbricante fanno riferimento a normative tecniche di non recente emanazione, salva la programmazione di successive misure di controllo in opera, è assunto quale valore di riferimento quello indicato dal fabbricante, maggiorato del fattore di correzione definito in Banca Dati Vibrazione dell'ISPESL o forniti dal rapporto tecnico UNI CEN/TR 15350:2014.
Qualora i valori di vibrazioni dichiarati dal fabbricante fanno riferimento alle più recenti normative tecniche in conformità alla nuova direttiva macchine (Direttiva 2006/42/CE, recepita in Italia con D.Lgs. 17/2010), salva la programmazione di successive misure di controllo in opera, è stato assunto quale valore di riferimento quello indicato dal fabbricante comprensivo del valore di incertezza esteso.

Valore misurato di attrezzatura similare in BDV ISPESL

Per la macchina o l'utensile considerato, non sono disponibili dati specifici ma sono disponibili i valori di vibrazioni misurati di attrezzature similari (stessa categoria, stessa potenza).
Salva la programmazione di successive misure di controllo in opera, è stato assunto quale valore di riferimento quello misurato, riportato in Banca Dati Vibrazioni dell'ISPESL, di una attrezzatura similare (stessa categoria, stessa potenza) comprensivo dell'incertezza estesa della misurazione.

Valore misurato di attrezzatura peggiore in BDV ISPESL

Per la macchina o l'utensile considerato, non sono disponibili dati specifici ne dati per attrezzature similari (stessa categoria, stessa potenza), ma sono disponibili i valori di vibrazioni misurati per attrezzature della stessa tipologia.
Salva la programmazione di successive misure di controllo in opera, è stato assunto quale valore di riferimento quello misurato, riportato in Banca Dati Vibrazioni dell'ISPESL, dell'attrezzatura peggiore comprensivo dell'incertezza estesa della misurazione.

Relazione di valutazione del rischio vibrazioni

La relazione di valutazione del rischio vibrazioni è elaborata automaticamente in funzione dei dati di valutazione inseriti e contiene:
  • spiegazioni dettagliate delle metodologie utilizzate,
  • schemi riepilogativi e tabelle dei dati inseriti e dei risultati della valutazione a garanzia della ripetibilità del dato.
La relazionie di valutazione è:
  • personalizzabile a partire dal layout predefinito o impostando un proprio layout personalizzato,
  • elaborata mediante word processor integrato compatibile con Microsoft® Word®, OpenOffice® Writer®,
  • esportabile in formato RTF e PDF.

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Stress Lavoro Correlato Rischio
Stress lavoro correlato
Rischio Rumore Rischio
Rumore
Rischio Vibrazioni Rischio
Vibrazioni
Agenti chimici Rischio
Chimico
Incendio Rischio
Incendio
Movimentazione Manuale dei Carichi Rischio
Movimentazione manuale dei carichi (MMC)
Agenti cancerogeni e mutageni Rischio
Cancerogeno e mutageno
Amianto Rischio
Amianto
Posture incongrue Rischio
Posture incongrue
Agenti biologici Rischio
Biologico
ROA (laser)
Rischio
Radiazioni ottiche artificali (ROA)
Radiazioni Ottiche Naturali Rischio
Radiazioni ottiche naturali (RON)
Microclima Freddo Severo Rischio
Microclima freddo severo
Microclima Caldo Severo Rischio
Microclima caldo severo
Scariche atmosferiche Rischio
Scariche atmosferiche
Videoterminale Rischio
Videoterminali (VDT)
Atmosfere esplosive (ATEX) Rischio
Atmosfere esplosive (ATEX)
Campi Elettromagnetici Rischio
Campi elettromagnetici (CEM)

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Tabella comparativa

Valutazione dei Rischi CerTus POS CerTus PSC CerTus CerTus-PS CerTus-LdL

Rischio Stress lavoro-correlato
- valutazione preliminare
- valutazione approfondita

     

Rischio Rumore

Rischio Vibrazioni

Rischio Movimentazione manuale dei carichi (MMC)
- azioni di sollevamento e trasporto
- azioni di spinta e traino
- piccoli carichi ad alta frequenza

Rischio Posture incongrue

     

Rischio Chimico
- salute
- sicurezza

Rischio Biologico

Rischio Cancerogeno e Mutageno

Rischio Amianto
- manutenzione, rimozione, smaltimento e trattamento
- esposizione sporadica e debole intensità (ESEDI)

Rischio Incendio (attività non normate)

Rischio Atmosfere esplosive (ATEX)
- metodologia TUSL
- metodologia INAIL

     

Rischio Scariche atmosferiche

Rischio Radiazioni ottiche artificiali (ROA)
- operazioni di saldatura
- laser
- non coerente

Rischio Radiazioni ottiche naturali (RON)

Rischio Campi elettromagnetici (CEM)

Rischio Microclima
- caldo severo
- freddo severo

Rischio Videoterminali (VDT)