Inizio: 26 maggio 2025
Fine: 25 maggio 2027
Capofila: ACCA software S.p.A.
Partners: ALMA S.r.l., Dipartimento di Strutture per l'Ingegneria e l'Architettura (DIST) dell'Università degli Studi di Napoli Federico II
BIM for LCA è un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, della durata di 24 mesi, finalizzato allo sviluppo di una soluzione innovativa in cloud per integrare il Building Information Modeling (BIM) con la metodologia Life Cycle Assessment (LCA) e supportare la valutazione degli impatti ambientali delle opere civili.
L’applicazione dell’LCA ai processi di progettazione presenta oggi una rilevante criticità legata alla completezza e qualità delle informazioni contenute nei modelli BIM. I modelli, infatti, sono spesso sviluppati con livelli di dettaglio geometrico e informativo (LOD) non sufficienti a rappresentare in modo esplicito tutte le informazioni necessarie per una valutazione ambientale puntuale. La criticità risulta particolarmente evidente nel caso di elementi complessi o stratigrafici, nei quali la composizione, le caratteristiche e le quantità dei singoli materiali possono essere rappresentate nel modello attraverso modalità implicite o aggregate, rendendo difficoltosa la loro corretta correlazione con i dati ambientali necessari all’analisi LCA.
Il progetto affronta tale limite attraverso la definizione di un workflow innovativo BIM-LCA in grado di colmare le lacune informative del modello digitale integrando le informazioni direttamente desumibili dalle voci di elenco prezzi e/o di computo metrico. L’analisi delle singole voci consente infatti di ricostruire e arricchire le informazioni relative alla composizione dell’opera, identificando materiali, prodotti e lavorazioni che non risultano sufficientemente esplicitati nel modello BIM. In questo modo, il modello informativo non viene considerato come unica fonte dei dati necessari all’LCA, ma viene integrato con ulteriori fonti informative già disponibili nel processo progettuale, secondo un approccio finalizzato a garantire maggiore completezza, coerenza e affidabilità dei dati.
Il workflow consentirà quindi di mettere in relazione elementi e quantità estratti dal modello BIM, informazioni derivanti dalle voci di elenco/computo e dati ambientali provenienti dalle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD), creando una catena informativa coerente a supporto del calcolo degli impatti ambientali. Tale approccio permetterà di superare, almeno per le informazioni necessarie all’analisi, i limiti derivanti da una modellazione BIM caratterizzata da livelli di dettaglio e informazione non omogenei o insufficienti.
Il principale risultato atteso è lo sviluppo e la validazione di una piattaforma openBIM® in cloud per l’analisi LCA di opere civili, capace di acquisire e correlare i dati provenienti dai modelli digitali in formato aperto IFC, dalle informazioni di computo e dalle banche dati ambientali. La piattaforma comprenderà funzionalità per l’estrazione delle quantità, la gestione e correlazione dei dati, il collegamento agli EPD, il calcolo degli impatti ambientali e la loro rappresentazione attraverso dashboard, report, grafici e strumenti di visualizzazione direttamente associati al modello digitale dell’opera.
Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un repository strutturato di dati EPD relativo a materiali e prodotti da costruzione, concepito come componente integrata del workflow BIM-LCA e finalizzato a rendere disponibili e facilmente utilizzabili i dati ambientali necessari alle valutazioni.
Il progetto contribuisce così alla transizione digitale e sostenibile del settore delle costruzioni, proponendo un approccio che valorizza e integra le diverse fonti informative già presenti nel processo progettuale. L’obiettivo è rendere l’analisi LCA più accessibile, automatizzabile e affidabile, trasformando le informazioni BIM e di computo in una base dati strutturata a supporto delle decisioni progettuali e favorendo l’individuazione di soluzioni con minore impatto ambientale lungo il ciclo di vita dell’opera.